GIOVANNI BOTTIROLI

già Direttore di Ricerca del Consiglio Naziomale delle Ricerche (CNR)
Professore incaricato Università degli studi di Pavia

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Approcci metodologici alla datazione di documenti. Potenzialità e limiti

La datazione di un documento in linea di massima si basa sulla collocazione temporale dei sui componenti: la carta e l’inchiostro.

Per quanto riguarda la carta, il suo valore probatorio risulta piuttosto scarso e si limita al caso in cui emergano fattori anacronistici (es. filigrana).

Per quanto riguarda l’inchiostro, o più in generale il mezzo coprente, si propongono due differenti approcci metodologici: un approccio dinamico e un approccio statico.

L’approccio dinamico si basa sulla valutazione delle modificazioni di parametri fisico-chimici come espressione dello stato di avanzamento del processo di invecchiamento. Fornisce indicazioni di che fanno riferimento, seppure in modo approssimativo, ad un particolare periodo storico. Allo stato attuale si basa su analisi chimiche in qualche misura invasive.

L’approccio statico si basa sull’analisi delle interazioni tra elementi differenti del documento che interagiscono così da creare una correlazione temporale tra loro. Si tratta di elementi che non si modificano nel tempo e pertanto servono a fornire indicazioni di tipo relativo tra elementi stessi (chi viene prima e chi dopo indipendentemente da quando).  Un esempio tipico è fornito dalla sovrapposizione dei tratti.

Una panoramica di esempi consentirà di evidenziare potenzialità e limiti dei due approcci.

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