ANGELO VIGLIOTTI

PEDIATRA

PSICOLOGO

GRAFOPATOLOGO

 

Anamnesi Clinica, indispensabile per perizie e testamenti:

le domande necessarie

Il grafologo giudiziario spesso si trova ad analizzare un testamento o una grafia (scritture comparative e firme) di una persona anziana o di un soggetto scrivente deceduto. È importante che il grafologo abbia in mente una serie di domande da fare alla famiglia del “de cuius” per capire meglio il contesto e per condurre una consulenza o una perizia grafologica accurata, scientificamente obiettiva ed eticamente sostenibile. Una anamnesi accurata prevede un percorso che implica la ricerca sulla vita familiare (anamnesi familiare) sullo sviluppo e crescita dalla nascita al momento attuale dell’esame dello scritto (anamnesi fisiologica), sulle malattie sofferte, ricoveri ospedalieri, terapie eseguite, indagini effettuate (anamnesi patologica remota), sulle malattie dell’anno in cui è stato redatto lo scritto in analisi (anamnesi patologica prossima), sul backround del soggetto (anamnesi lavorativa e culturale) e infine  ritengo fondamentale conoscere lo stato di salute fisico e mentale al momento della redazione dello scritto e se lo scritto è stato vergato in ospedale o a domicilio, a letto o in’altra posizone (anamnesi situazionale del momento storico) e  i farmaci che assumeva in quel determinato giorno. A causa dell’età senile è utile una ricerca sugli esami effettuati e sulla farmacoterapia e se ha eseguite visita neurologica o psichiatrica.

Ovviamente nel caso di una patologia cronica di interesse auto immunitario, tumorale, di un sistema o di più apparati (gastro enterico- cardio circolatorio - pneumologico – osteo articolare, sistema nervoso centrale e periferico- sistema urogenitale - sistema nervoso autonomo, oppure una patologia neurologica e psichiatrica) è fondamentale che il grafologo giudiziario chieda l’appoggio di un grafopatologo. Nell’ipotesi di   un grafologo giudiziario non medico che  non chiede l’ausilio di un grafopatologo si prefigura un comportamento non corretto eticamente ma anche a livello scientifico..  Ciò che fa più amarezza è che si leggono molte perizie e consulenze redatte da grafologi non medici che sono infarcite di decine di pagine di analisi mediche sul rapporto tra gesto grafico e neurologia,tra malattie e scrittura,  prese da internet o copiate da consulenze di altri colleghi e pagine di bibliografia come supporto a ciò che affermano,  riprese da autori che hanno pubblicato da oltre 50 anni come Locard e altri. Dati  pomposamente portati a conferma  della loro perizia e consulenza che non dovrebbe essere validata da un giudice “illuminato e aggiornato” ma semplicemente cestinata.

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