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Ricerche sul tema "MANO GUIDATA"
a cura dell'Istituto di Grafologia Forense


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Intervento Prof. Tarantino: II parte

Al perito può capitare di trovare fra gli incartamenti della documentazione sanitaria il risultato del test diagnostico MMSE. Lo può trovare sia nella cartella clinica sia nei fascicoli di verbale di riconoscimento invalidi civili (non nel verbale ma nel fascicolo perché per il riconoscimento degli ultra 65enni si chiede la visita geriatrica multidimensionale per l’autosufficienza, effettuata dall’unità geriatrica).
A noi interessa non tanto il MMSE che da questa unità viene somministrato, quanto il risultato del rapporto fra MMSE e grafia.
Il MiniMental State Examination è un test cognitivo introdotto nel 1975 in America da Folstein. Riguarda l’orientamento, la memoria, l’attenzione, il calcolo, il richiamo, il linguaggio e la grafia. Per grafia si intende sia il disegno, mediante la riproduzione di disegni prestampati, come il triangolo e l’orologio, sia la grafia in senso stretto.
Riguardo all’orientamento, anche i medici componenti le commissioni invalidi civili, quando, in base alla mimica o allo sguardo hanno il sentore che il paziente ha perduto qualche funzione superiore, cominciano a porre alcune semplici domande: "Dove si trova?", "In che anno siamo?", "Chi è la persona che l’accompagna?". Se le risposte sono incongrue, il soggetto viene sottoposto al test completo.
Il MMSE è strutturato in più sezioni: la prima riguarda l’orientamento temporo-spaziale (anno, stagione, mese, giorno, stato, regione, città luogo, piano); la seconda la memoria a breve termine (il medico pronuncia il nome di tre oggetti, il paziente deve ripeterli); la terza riguarda l’attenzione e il calcolo (sottrazioni seriali); la quarta il richiamo alla memoria dei tre termini precedentemente imparati; la quinta riguarda il linguaggio (riconoscimento di oggetti, esecuzione di semplici compiti cognitivi). Ad ogni risultato corrisponde un punteggio.
Il test, che tiene in conto anche il livello culturale del soggetto, termina con la valutazione del suo livello di coscienza. Il MMSE può essere fatto o dall’Unità geriatrica o da un neurologo o da uno psichiatra.
Riguardo al rapporto fra grafia e MMSE, secondo una ricerca compiuta su cinquanta casi e da me illustrata nel Convegno di Milano del 21/22 maggio c.a., più si abbassa il punteggio del test più si degrada la scrittura. Già a 24/30 cominciano ad emergere delle difficoltà grafomotorie; la destrutturazione dei tratti si ha dai 18-17-15/30 in giù.
La firma è ciò che si mantiene meglio. E’ sbagliato pensare che se il soggetto è in grado di firmare bene non è demente. Non è così: un soggetto può essere demente ed essere ancora in grado di firmare. La firma si destruttura completamente intorno agli 8-5/30.
Riguardo alla valutazione multifunzionale si aggiungono gli ADL e IADL riguardanti le funzioni corporali, l’alimentazione, il vestirsi, il lavarsi, la mobilità fisica. L’indennità di accompagnamento viene concessa in due casi: se il soggetto non è in grado di deambulare o se non è in grado di attendere agli atti quotidiani della vita. Una valutazione riguarda la deambulazione, un’altra le capacità cognitive del soggetto.
Poco tempo fa sono stato chiamato come consulente di parte ad esaminare un testamento caratterizzato da grafia disorganizzata. La figlia della "de cuius" mi ha detto che, oltre all’invalidità civile, la madre percepiva anche l’indennità di accompagnamento. Ho chiesto al collegio dei CTU che venissero visionati i fascicoli di riconoscimento di invalidità civile, per vedere se riguardassero la capacità deambulatoria o quella cognitiva. Questi fascicoli si richiedono alla segreteria delle Commissioni invalidi civili dell’azienda sanitaria dove risiedeva la "de cuius. Naturalmente la richiesta deve essere autorizzata dal giudice. Non bisogna esaminare solo il verbale, ma tutta la documentazione del fascicolo, perchè può offrire informazioni preziose sulle capacità cognitive del soggetto.
 

 

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